Immigrati, il Consiglio d'Europa contro l'Italia: basta incoraggiare gli arrivi

"L'utilizzo di clausole legali basate su ragioni umanitarie per l'immigrazione economica rischia di incoraggiare i flussi di migranti irregolari via mare dal Nordafrica".

Gentiloni, ricordando al Senato quanto l'Italia ha fatto con la Libia per sostenere il paese africano nell'uscita dalla crisi interna e soprattutto sul tema dell'immigrazione in partenza da quel paese, ha ricordato quali dovrebbero essere gli obiettivi comuni all'Europa: "Regolare i flussi migratori e sostituire l'immigrazione clandestina irregolare con flussi e canali più accettabili, ridotti e regolari: questo è l'obiettivo che l'Ue dovrebbe proporsi e io mi aspetto che a Bruxelles si faccia un passo in più, dopo quello fatto a Malta a febbraio, soprattutto in termini di risorse per aiutare l'Italia nel lavoro di avanguardia che sta facendo sulla rotta centrale del Mediterraneo".

Secondo il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni "il problema dell'immigrazione non lo cancella neanche il mago Merlino" e l'obiettivo è "sostituire l'immigrazione clandestina irregolare con flussi e canali più accettabili".

Il presidente del consiglio dice no alle rigidità europea con le "virgole" sui bilanci e no ala "rigidità distratta" sui temi dell'immigrazione il cui approfondimento non rappresenta una "pretesa" dell'Italia ma una decisione comune presa dall'Unione. "Sono stati compiuti notevoli sforzi - sottolinea il rapporto - per aumentare e migliorare i centri e i servizi di accoglienza, ma il numero elevato dei migranti giunti in Italia, che nel 2016 ha superato le 180.000 persone, di cui circa 25.000 minori non accompagnati, non ha consentito ai servizi disponibili di far fronte alle domande".

Il rapporto europeo diffuso oggi è stato redatto in seguito alla visita condotta nel nostro Paese lo scorso ottobre dall'ambasciatore Bocek.

Il rapporto individua insomma la necessità di introdurre standard aggiornati per tutti i centri d'accoglienza, standard che indichino "cosa deve essere garantito, come minimo, a chi vi soggiorna". Il rapporto è stato creato per monitorare la situazione dell'immigrazione in Italia. L'autore del rapporto, il rappresentante speciale per le migrazioni Tomas Bocek, spiega però all'ANSA che la nuova legge italiana sulle misure di protezione, "è un passo avanti molto buono", anche se resta da vedere come sarà applicata nella pratica. Il documento riconosce come il "sistema Italia" sia sotto pressione a causa dell'alto numero di arrivi, e sottolinea la necessità di accorciare i tempi delle procedure d'asilo, introducendo peraltro "un monitoraggio appropriato e regolare di tutti i centri che sono gestiti da organizzazioni private per assicurare che i servizi siano assicurati come stabilito e ridurre al minimo i casi di possibile corruzione, e prevedere sanzioni per gli operatori dei centri che non rispettano i termini dei contratti". Occorre maggiore solidarieta' da parte di altri Stati membri del Consiglio d'Europa, per garantire una piu' equa ripartizione dei richiedenti asilo su tutto il continente e alleggerire il carico attualmente sulle spalle dell'Italia.


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