Il faccia a faccia tra Trump e Merkel

Niente baci o abbracci, solo sorrisi tirati, una stretta di mano negata nello studio Ovale e imbarazzo anche quando Donald Trump cerca di scherzare: stando al body language (ma non solo a quello) non è scattato per ora alcun feeling tra il presidente americano e la cancelliera tedesca Angela Merkel nel loro primo faccia a faccia alla Casa Bianca.

In agenda, tra l'altro, le relazioni commerciali, la Nato, la lotta al terrorismo, i rapporti con il leader del Cremlino Vladimir Putin e la crisi ucraina.

Nella sua visita, la Merkel è stata accompagnata dai capi di tre grandi aziende tedesche, la Siemens, la Bmw e la Schaeffler, produttrice di componenti auto, che hanno preso parte a una tavola rotonda presieduta da Trump con altri dirigenti d'impresa americani.

Cuffie a batteria esplodono in volo, donna ustionata. Allarme in Australia
Durante la traversata infatti ad una ragazza sono esplose le cuffie wireless (a batteria ) che indossava per ascoltare la musica.

Divise sulle principali questioni economiche e soprattutto da un surplus commerciale tedesco nei confronti di Washington che lo scorso anno ha sfiorato i 50 miliardi di euro e che l'amministrazione Trump ritiene inaccettabile, Germania e Stati Uniti hanno scelto di adottare un tono costruttivo, pur restando distanti nella sostanza. Se Schäuble ha ribadito che il processo di stabilizzare i mercati finanziari continua e anche la signora Lagarde ha ripetuto che la regolamentazione introdotta negli ultimi anni ha rappresentato un "progresso enorme", seppure con la possibilità di revisione, Mnuchin ha parlato invece di deregolamentazione della finanza per favorire il credito. Prima si sono fatti fotografare senza raccogliere le domande dei giornalisti ma limitandosi a ringraziare.

Il contrasto più evidente è stato in materia di immigrazione: "Un privilegio, non un diritto", ha sottolineato il tycoon, che in passato aveva già definito "catastrofica" la politica di ospitalità della cancelliera verso i rifugiati. Il riferimento è al fatto che ieri il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha citato il commento di un analista di Fox News, Andrew Napolitano, che aveva suggerito appunto un coinvolgimento del GCHQ britannico nelle presunte intercettazioni di Trump sotto la presidenza Obama. Solo 4 stati su 27 hanno contribuito alla stessa stregua degli Stati Uniti.

Il presidente americano che ribadisce il suo "forte supporto" alla Nato ma pretende che gli alleati paghino il loro giusto contributo, la cancelliera che annuisce e si fa garante dell'impegno di tutti i partner a lavorare per incrementare il loro contributo alla difesa comune. E che sono rimandarti al G20. La cancelliera ha replicato: "È meglio parlarsi l'uno con l'altro piuttosto che parlare l'uno dell'altro". Le distanze tra i due leader sono abissali su questo argomento. Una dichiarazione su cui la Merkel ha poi puntualizzato: "Dobbiamo proteggere i nostri confini ma allo stesso tempo guardare ai rifugiati che scappano dalle guerre e dalla povertà".


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