Espulso un tunisino: ha avuto contatti con Amri

Con lui perde un altro pezzo la rete di contatti italiana del terrorista Anis Amri, il responsabile della strage di Berlino bloccato e ucciso dalla polizia in un conflitto a fuoco a Sesto San Giovanni lo scorso 23 dicembre.

Il 37enne, scortato a Fiumicino da dove ha preso un volo con cui ha lasciato l'Italia diretto verso la Tunisia, da quanto si apprende, era stato segnalato proprio nell'ambito degli approfondimenti investigativi avviati in seguito all'attentato di Berlino.

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Il 19 gennaio un'altra espulsione aveva riguardato un tunisino 53enne, pluri-pregiudicato e senza fissa dimora, che il 28 dicembre, nella mensa della Caritas di Latina, aveva minacciato un volontario e gli aveva detto "i tuoi fratelli hanno ammazzato un mio fratello a Milano", riferendosi ad Amri. E' risultato anche intestatario di una utenza emersa tra i contatti intestati ad Anis Amri, quando quest'ultimo, nel giugno 2015, era stato ospitato in casa di Yaakoubi Montasser, ad Aprilia (Roma).

E' stata eseguita oggi "per motivi di sicurezza dello Stato" l'espulsione, in seguito ad un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno Marco Minniti, di un cittadino tunisino residente a Latina. Il 37/enne tunisino espulso aveva aderito alla compagine "radicale" gravitante nella moschea di Latina opposta all'imam Arafa Rekhia Nesserelbaz di orientamento moderato. L'utenza intestata al tunisino espulso è risultata, inoltre, associata ad un profilo Facebook sul quale sono stati riscontrati elementi che denotano la sua adesione all'ideologia jhadista e la sua appartenenza ad un circuito relazionale virtuale composto da soggetti riconducibili all'autoproclamato Stato Islamico.


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