Dona rene alla compagna e la salva

Alla vigilia dell'8 marzo, arriva da Torino la storia di una donna che ha ricevuto dal suo compagno un dono molto speciale. E' stata una corsa contro il tempo per completare in pochi mesi gli esami di valutazione del donatore proprio per poter permettere a lei di riuscire a fare il trapianto direttamente, senza dover passare attraverso un periodo di dialisi. "Il soccorso a una persona malata vale un miliardo di mimose", ha detto il primario della Nefrologia universitaria dell'ospedale Molinette della Città della salute di Torino, professor Luigi Biancone, dove sono ricoverati l'uomo e la sua compagna. "Si stanno parlando via telefonino perchè si trovano in due aree differenti del reparto, e li ho trovati entrambi sorridenti" ha raccontato Biancone, che ha ricordato: "Nel 30% dei trapianti da vivente il donatore è di sesso maschile, una percentuale in incremento". Nel caso in questione, il trapianto è stato di rene da vivente pre-emptive (cioè preventivo), in laparoscopia dal donatore. Subito dopo, nella sala operatoria adiacente l'organo è stato trapiantato nella donna dai chirurghi vascolari Maurizio Merlo e Claudia Melloni dell'équipe di chirurgia vascolare ospedaliera. La principale caratteristica di questa malattia è la formazione di cisti in entrambi i reni.

Il rene policistico dell'adulto è una delle patologie genetiche più comuni con un'incidenza di 1 su 1000 ed è la causa genetica prevalente di insufficienza renale dell'adulto.


Popolare

COLLEGARE