Consip, il padre di Renzi interrogato dai pm di Roma

È quanto racconta oggi il quotidiano Il Messaggero. Ecco perché quando si decise a contattare il padre dell'ex premier attraverso l'imprenditore Carlo Russo, il trentatreenne amico di Tiziano Renzi che lui chiamava "il ragazzo" e i carabinieri del Noe definiscono un "faccendiere", aveva insistito molto nel dire che gli eventuali pagamenti dovevano avvenire "in nero", in contanti e senza lasciare tracce.

Esplode il caso Consip e l'inchiesta tira in ballo il segretario del Pd rignanese, padre dell'ex presidente del consiglio. L'altro è stato trovato poco tempo dopo, uno a distanza di poche settimane dall'altro.

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Nel corso della carcerazione aveva scritto la canzone A testa alta che aveva ottenuto numerosi encomi. Triste notizia per gli amanti del cinema italiano.

Ma mentre anche i legali del costruttore Alfredo Romeo, arrestato ieri per corruzione, assicurano che il loro assistito, incontrato in carcere, "e' combattivo e lucido" e spiegano di essere al lavoro sull'ordinanza cautelare, il settimanale "L'Espresso" anticipa on line i contenuti di un'inchiesta incentrata sulle accuse che Luigi Marroni, ad di Consip, avrebbe mosso proprio a Tiziano Renzi e a Denis Verdini quando, il 20 dicembre scorso, fu sentito come 'persona informata dei fatti' dai pm napoletani Henry John Woodcock e Celeste Carrano. "Credo che ciascuno che abbia un minimo di oggettività nella valutazione di questa vicenda - ha poi aggiunto - si renderà conto che si tratta di dichiarazioni del tutto piene di inverosimiglianza". Fu durante un Palio di Siena che, tra cavalli lanciati al galoppo e vociar di popolo, il padre di Marroni strinse amicizia con quello di Matteo Renzi. "Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla". Parole che investono Renzi senior, che fanno riferimento a una sorta di "ricatto subìto" da Russo. Allora io gli chiesi "Ma chi è?"

Nella ferma convinzione che ogni individuo resti innocente sino a sentenza definitiva contraria parliamo comunque di avvenimenti storici che potrebbero cambiare per sempre le regole nei rapporti tra imprenditori ed Enti pubblici. E ancora: "Voglio dirlo chiaramente: se qualcuno pensa di far passare il messaggio che siamo tutti uguali, che noi siamo come gli altri, che 'tutti rubano alla stessa maniera', avete sbagliato destinatario". L'accusa è quella di "traffico di influenze". Abbiamo governato per anni Firenze e l'Italia senza farci trascinare nel fango. "Ora abbiamo solo un decreto di perquisizione".


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