Camorra, appalti e mazzette in Campania: maxi retata di politici

Una 'mazzata' giudiziaria che non ha risparmiato nessuno e ha portato all'alba di questa mattina, mercoledì 15 marzo, la Guardia di Finanza di Napoli, con ben 250 uomini, a eseguire 69 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale partenopeo su richiesta della locale procura, nell'ambito dell'operazione denominata "Queen", per corruzione, turbativa d'asta e, per alcuni imprenditori, concorso esterno in associazione mafiosa.

L'inchiesta è condotta dai Pm Catello Maresca, Maurizio Giordano, Luigi Landolfi, Gloria Sanseverino e D'Alessio. I pubblici ministeri avrebbero definito tale giro di corruzione come il sistema La Regina: La Regina è infatti il cognome di Guglielmo, professionista che è stato accusato di aver messo tutto in piedi. Tra i nomi più noti è finito in custodia cautelare anche l'ex assessore e ora consigliere regionale Pasquale Sommese (Udc) che al momento della notifica del provvedimento è stato colto da malore. Il consigliere regionale Sommese è indagato per corruzione e turbativa d'asta. Il professionista era stato già coinvolto un anno fa nello scandalo sulla ricostruzione di Palazzo Teti Maffuccini.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato in primo grado l'ex sottosegretario Nicola Cosentino. In manette anche Claudio Borrelli, direttore di Adisu - l'azienda per il Diritto allo studio all'università di Caserta, e Adele Campanelli, che dal 2010 è alla guida della Soprintendenza Archeologica regionale. Coinvolti un ex assessore regionale, un ingegnere napoletano, un soprintendente archeologico, il presidente della Fondazione Banco di Napoli.

Pensioni, nessun conguaglio impazzito. L'Inps applica la legge
Così secondo lo Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati della Cgil , che chiede all'Inps di per risolvere la situazione. In alcuni casi l'assegno di Marzo è stato del tutto azzerato .

Appalti pilotati. Favori ai clan di camorra. Tra questi: Alessandro Zagaria, Mario Martinelli, Pasquale Garofalo. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l'imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan del boss omonimo.

Le accuse vanno dalla turbativa d'asta ai reati di criminalità organizzata. Fra gli episodi sotto inchiesta, anche un appalto relativo alla realizzazione dei padiglioni 7 e 8 della Mostra d'Oltremare. I presunti appalti truccati sarebbero stati relativi, tra gli altri, a lavori da svolgere in Comuni quali Napoli, Casoria, San Giorgio a Cremano, Pompei, Cicciano, Csapulla, Francolise, Benevento e Rocca d'Evandro.


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