I tassisti di Roma scioperano contro il DDL Milleproroghe ed Uber

Protesta dei tassisti su corso Rinascimento, davanti il Senato, contro l'emendamento inserito nel decreto Milleproroghe che, è l'accusa, favorirebbe servizi come Uber.

Il maxi emendamento del decreto Mille Proroghe che dovrebbe essere approvato a Palazzo Madama, secondo i tassisti, spianerebbe la strada alle multinazionali come Uber. Un "sì" scontato che ha scatenato le proteste dei tassisti a Roma, Milano e Torino.

Presidi anche a Torino, mentre a Milano le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente con il prefetto.

Pronto a intervenire il Garante degli scioperi nel caso in cui le proteste avessero un carattere illegittimo. C'è una situazione conclamata di esercizio illecito della nostra professione, e si consente il perpetuarsi di questa situazione; ci sono tanti autisti abusivi che violano la legge, evadono le tasse, sono un danno alla nostra categoria e alla collettività. "La normativa attuale impedisce qualunque forma di concorrenza e di innovazione".

In particolare, "qualora tali manifestazioni dovessero apparire contrarie alle norme relative all'esercizio del diritto di sciopero (tra l'altro con riguardo al preavviso, la durata, l'informativa all'utenza, la garanzia dei servizi minimi), l'Autorità aprirà un procedimento di valutazione, anche al fine dell'adozione delle relative sanzioni".

La protesta dei tassisti contro Uber e servizi affini non è certo una novità. Per avere un termine di paragone ricordiamo che la tariffa fissa prevista dai taxi per le stesse tratte è di 95 Euro a Milano e di 48 euro a Roma se la corsa prende il via entro le mura aureliane. Nessuna norma danneggia i tassisti. Una grande delusione per i 300.000 clienti danesi che hanno scaricato l'app Uber. Duro il rappresentante di Usb taxi Riccardo Cacchione: "Ci siamo radunati al Senato per avere notizie più fresche". Le banchine dei taxi deserte in stazione Centrale e servizio molto limitato negli aeroporti.

La Corte di Giustizia Europea è dunque chiamata a decidere sulla "natura giuridica".

Nel 2006 l'Ue ha deciso sulla rimozione delle barriere al commercio in tutti i paesi membri dell'UE, ma l'articolo in questione esclude i servizi di trasporto.


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