Giorno Ricordo, Serracchiani: da anni ho scelto da che parte stare

Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha aperto il Giorno della memoria a Montecitorio.

Venerdì 10 febbraio ore 21.00: "Foiba - La paura del buio" Recital teatrale di e con Silvano Ilardo - Teatrando Produzioni Villa Tittoni Via Lampugnani, 66 - Desio.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dalla Spagna ha inviato un messaggio.

"La strage di italiani e le sofferenze di decine di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare Trieste e l'Istria, sono cicatrici dei feroci crimini nella Seconda Guerra Mondiale".

"L'Italia, con la sua accoglienza, ha testimoniato con forza ai propri Concittadini, originari delle terre del "confine orientale" e vittime delle dure conseguenze del conflitto mondiale, la solidarietà e la vicinanza alla tragedia che hanno subìto".

Ancora scontri a Bologna tra universitari e forze dell'ordine
Si sono verificati disordini e scontri con le forze dell'ordine presso l'Università di Bologna giovedì 9 febbraio 2017. Un gruppo dei collettivi si è barricato ed è avanzato verso via Zamboni in direzione della biblioteca .

"L'Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione".

"Un impegno che, a 70 anni dal Trattato di Pace che mise fine alla tragica guerra scatenata dal nazifascismo, non può venire mai meno per abbattere per sempre il fanatismo, padre della barbarie e della crudeltà che si nutrono dell'odio" ha concluso il Presidente della Repubblica. Con la presidente Serracchiani era presente l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti. "Le pagine meno gloriose del nostro passato sarebbero le più istruttive se solo accettassimo di leggerle per intero". Richiama nelle nostre menti l'Istria e la Dalmazia, Zara, Pola, Fiume, ci ricorda l'occupazione di quelle terra da parte dei partigiani slavi di Tito e la pulizia etnica che quelle bande misero in atto contro gli italiani. "Bisogna soprattutto ricordare per dare dignità a chi fu vittima di quelle violenze" scrive Grasso. Hanno provato a prenderci in giro in tutti i modi: la verità è che non hanno un protocollo e inventano che non serve e non hanno nemmeno un regolamento che dia loro ragione.

Ringraziamo tuttavia le scuole, le associazioni ed i Comuni che in questi giorni in tutta Italia aprono le loro porte ai testimoni ed agli storici provenienti dall'associazionismo della diaspora adriatica, affinché si sappia ciò che accadde a guerra finita in province che erano italiane a tutti gli effetti.

Si stima che le vittime delle "Foibe" siano state circa 80.000, in maggioranza croati e sloveni oppositori del regime comunista, ma anche 3.000 italiani ebbero purtroppo questa sorte.


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