Chiude 2016 con perdita 830,2 mln, dividendo 11 centesimi

La banca ha archiviato l'anno 2016 con una perdita contabile di 830 milioni di euro ma i dati non si leggono solo fermandosi alla perdita contabile. La banca bergamasca indica che il risultato include gli impatti degli oneri previsti per l'attuazione del Piano Industriale contabilizzati "up front" a partire da giugno 2016 (circa €850 milioni netti), i contributi straordinari al Fondo di Risoluzione (€50,4 milioni netti) e la svalutazione del Fondo Atlante (€52,9 milioni netti).

Nonostante la presenza di una cedola, il 2016 non è stato un esercizio brillante per UBI Banca.

Passando al piano industriale, UBI nota che dopo aver concluso a novembre la prima ondata di incorporazioni in UBI delle prime due Banche Rete (Bre e Bpci), senza alcun impatto negativo o incidenti sulla clientela, il 20 febbraio verranno incorporate tutte le altre 5 Banche Rete (Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca di Valle Camonica, Banca Popolare di Ancona e Banca Carime), in netto anticipo sui tempi previsti. Ubi ha archiviato il 2016 con una perdita di 830,2 milioni di euro a fronte dell'utile di 116,8 milioni di euro registrato nel 2015. I proventi operativi sono scesi del 7,5% a 3,1 miliardi, con margine di interesse giù dell'8,2% a 1,5 miliardi e commissioni nettte a 1,3 miliardi (+2,7%).

Per ciò che concerne la solidità patrimoniale, invece, i conti Ubi hanno mostrato un Cet1 ratio fully loaded in calo dall'11,28% di settembre 2016 all'11,22%. Gli oneri operativi sono scesi dell'1% a 2,2 miliardi, per un rapporto cost/income salito al 69%. A fine dicembre 2016 lo stock di crediti deteriorati lordi totali si era ridotto a 12,52 miliardi di euro (-6.8% rispetto a inizio anno), contribuendo, assieme alle maggiori rettifiche, alla riduzione dello stock totale di crediti deteriorati netti a 8,06 miliardi (-16,9% rispetto al dato di inizio 2016).

Viene proposta per l'esercizio 2016 la distribuzione di un dividendo cash di 11 centesimi per azione.

Per quanto riguarda l'acquisizione delle good bank "le condizioni di pre-closing si stanno realizzando secondo le modalità previste". Il gruppo ha formulato la sua offerta per Banca Marche, Popolare Etruria e CariChieti. A seguito degli accordi sindacali, inoltre, a fine febbraio usciranno dal gruppo 500 dipendenti e sono state ricevute richieste di adesione al fondo di solidarietà per oltre 1.250 unità, anche in questo caso in anticipo sui tempi.


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