Festa del Cinema di Roma 2016: tutti i vincitori

Obama, confida serio, "e' un presidente straordinario". Da quel giorno mi ha fatto fare il provino di ogni suo film.

Il papa 1. "Quando dissi "Wojtylaccio" a Sanremo lo feci per affetto, ma venni processato per oltraggio alla religione e a capo di stato straniero: venni condannato a versare un milione di lire e a un anno di galera con la condizionale". Il papa vuole vedere il film. Wojtyla, ma anche Papa Francesco, che, racconta, lo ha chiamato casa alle otto di mattina dopo aver visto I dieci comandamenti in tv: "Gli dissero che stavo dormendo e se poteva richiamare il giorno dopo". E' stata una cosa veramente emozionante perché io ero proprio seduto accanto a lui, intorno c'erano una quarantina di suore elegantissime che fecero un inchino in un modo che non saprei rifare, una sorta di ola divina. Palla colta al balzo dal Roberto nazionale, due volte premio Oscar con La vita è Bella ed ora pronto a tornare dietro la macchina da presa con il suo decimo film, una commedia dura e pura 22 anni dopo Il Mostro a cui purtroppo non potrà metter bocca l'amico nonché fedele collaboratore Vincenzo Cerami, morto nel 2013. "Il primo da pagante dentro un cinema è stato "Lo specchio della vita": in sala alla fine piangevano tutti, anch'io, e mi resi conto che questo mezzo era più potente di qualsiasi arma a disposizione di un dittatore". Ho avuto molte pressioni, soprattutto in Italia da parte dei distributori, per tagliare la scena finale. Lui era il principe degli anonimi, ha fatto diventare preziosi tutti gli anonimi del mondo") a Federico Fellini con cui ha girato l'ultimo film del maestro La voce della luna nel 1990 ("Lo considero davvero la vetta dell'arte moderna, ha contribuito a far diventare il cinema una delle vette dell'arte moderna, per me lui e il più grande regista del '900: La dolce vita è un inferno travestito da paradiso. "Lui faceva film che guardavano te, o come nel caso de La dolce vita, ti faceva capire che fuori la vita ti aspettava".

Poi l'incontro con Massimo Troisi per Non ci resta che piangere. Totò era un teschio, dietro di lui si vede una fila di morti di fame. "Mi ha detto che l'aveva visto con le bambine - ha sottolineato - E comunque Barack e Michelle sono tra le più straordinarie personalità della nostra epoca".

Benigni ha raccontato anche la sua prima volta al cinema; quando con le sue tre sorelle a sette anni non aveva i soldi e si intrufolò al cinema all'aperto, in un campo, per vedere Ben Hur. È stata la mia prima volta in America, a New orleans con Jarmusch. "Eravamo diventati amici quando lui è venuto a vedermi inBerlinguer ti voglio bene! del grandissimo Giuseppe Bertolucci che mi manca tanto".


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