Strage Orlando: Cnn, per Fbi moglie killer non co-ispiratrice

Nora Salman, la moglie del killer di Orlando Omar Mateen, tentò di dissuadere il marito dal compiere l'attacco al Pulse club sabato scorso, prima che l'uomo si mettesse in viaggio per il massacro.

Ora l'Fbi sta cercando di fare luce sui testimoni che affermano di averlo visto all'interno del Pulse, cercando di capire se fosse alla ricerca di compagnia o se volesse solo conoscere il locale in vista di un attentato. La coppia inoltre 'sorvegliò' il locale tra il 5 e il 9 giugno. Potrebbe essere incriminata per non aver informato le autorità. L'Fbi non crede che la donna sia co-ispiratrice dell'attacco al gay club, riferisce ancora Cnn. Sulla presunta omosessualità del killer ha parlato anche l'ex moglie di Omar che ha spiegato di non aver mai sentito dire nulla al marito a proposito dell'omosessualità ma di provare verso di essa dei sentimenti forti. Il tycoon di New York ha invece difeso la legislazione sulle armi, sottolineando di volere contrastare la diffusione dell'Islam radicale in territorio statunitense e di limitare l'immigrazione dai paesi a maggioranza islamica per impedire che si ripetano episodi simili. Alcuni psicologi hanno ipotizzato che Mateen avesse un conflitto sessuale e che questa situazione potrebbe aver contribuito a scatenarlo contro i gay.

Si continua ad indagare sulla strage avvenuta nei giorni scorsi ad Orlando, avvenuta per mano di Omar Mateen l'uomo che cominciò a sparare in un locale gay uccidendo ben 49 persone e ferendone altre 53 prima di essere ucciso poi dalla polizia. Omar Mateen era stato già indagato dall'FBI per presunti contatti con ambienti del terrorismo internazionale nel 2013-2014 ed era stato interrogato tre volte dalle forze di sicurezza americane per accertare la sua adesione alla causa jihadista. Il Revere aveva una capienza di 750 persone, più del Pulse. La rivelazione segue quella di un compagno di scuola di Mateen, il quale sostiene che una volta gli ha chiesto di uscire.


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