È morto Bud Spencer, il "gigante" buono del cinema italiano

La scomparsa di Bud Spencer inevitabilmente ha portato alla modifica del palinsesto di alcune reti televisive le quali hanno deciso di rendere omaggio al grande attore. E proprio perché non c'era invidia siamo diventati amici. Secondo quanto riportato dal figlio, la sua ultima parola è stata grazie.

Il cinema italiano perde un'altra figura importante. "Mi ha salvato, forse non prevedendolo", ha scherzato Spencer ricordando un suo malore: "Ha capito che qualcosa non andava e mi ha costretto ad andare dal medico". Il suo approdo al cinema non è stato semplicissimo. Perdersoli chiese un compenso non inferiore a 2 milioni di lire, non aveva ancora la barba e non sapeva andare a cavallo.

Maria parlava di lui così: "Non è il marito che ti porta a cena e ti regala rose". Di lui rimarranno impresse nella mente non solo le sue grandi imprese sportive, era un ottimo nuotatore, ma soprattutto i suoi numerosi film in coppia con Terence Hill come Dio perdona... io no!, Lo chiamavano Trinità e "Altrimenti ci arrabbiamo".

È morto lunedì sera in un ospedale romano l'attore Bud Spencer alias Carlo Pedersoli. L'anno seguente arriva la consacrazione definitiva con il sequel del film.continuavano a chiamarlo Trinità, che riesce a replicare il successo al botteghino in tutta Europa, elevando Bud e Terence al rango di star internazionali. Sempre, sia che si trovasse nei panni di un investigatore o di un cow boy, con l'inconfondibile sorriso sulle labbra. Ha recitato anche in thriller e per il cinema d'autore.

"In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani". Diceva di non temere la morte.


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