Brexit, i leader europei: Gran Bretagna, ci dispiace ma via subito

Lunedì sempre a Berlino si incontreranno Merkel, Hollande e Renzi, che sono in continuo contatto. "L'Italia - ha ribadito il premier - farà la sua parte".

A fronte dei ripetuti appelli da Bruxelles, alla Gran Bretagna ad avviare al più presto le trattative per l'uscita dall'Ue - con la Francia schierata apertamente su questa linea - ieri Merkel si è mostrata più conciliante, dichiarando che "non c'è alcuna ragione di essere troppo duri nei negoziati". Un'Europa a cerchi concentrici ha comunque bisogno di un nocciolo duro che si muova in maniera compatta e funga da calamita.

Un'intesa con Merkel sembra già avviata per lanciare un piano che rafforzi la sicurezza e la difesa comune dell'Ue: temi che agitano le paure sul continente e cavalcati dai populisti, come dimostra la campagna elettorale del Brexit. Renzi, prima di lasciare Roma per la missione all'Eliseo, ha invece consultato a palazzo Chigi i ministri dell'Economia Pier Carlo Padoan e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Si sta cercando così un'intesa, che permetta a Italia, Francia e Germania di presentarsi agli altri Paesi dell'Unione forti di idee comuni. Ora, si son detti Matteo Renzi e Francoise Hollande all'Eliseo, è tempo di accelerare al massimo, almeno nei fronti più caldi. "Ma l'Europa è la nostra casa, è il nostro futuro". Sulle conseguenze economiche della Brexit, il premier ha assicurato: "la istituzioni europee sono nelle condizioni di garantire con qualsiasi mezzo la stabilità del sistema finanziario e la sicurezza dei risparmiatori". L'Europa è la nostra casa, la casa nostra e dei nostri figli e nipoti. Il leader francese, colto di sorpresa, insieme al premier Manuel Valls (che con Renzi ha un buon rapporto) ha così invitato il capo del governo italiano all'Eliseo per concordare le prossime mosse in un calendario difficile. Lo diciamo oggi più che mai, convinti che la casa vada ristrutturata. Sono stato chiaro nelle ultime settimane - ha spiegato in un lungo intervento sul suo profilo twitter - volevo che il Regno Unito rimanesse nell'UE.

Parigi e Roma premono perché d'un lato l'uscita di Londra dall'Unione europea sia la più rapida possibile e gestita in maniera rigorosa (per non dare l'impressione che sia indolore e alimentare un effetto domino) e dall'altro perché ci sia una reazione, anche questa in tempi stretti, che dia il senso di un cambio di passo dell'Unione. "Questo è il tempo della lucidità e dell' equilibrio, il tempo della forza calma che in un momento non semplice può veder tornare l' Europa protagonista".


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