Armenia, per la Turchia il Papa ha la "mentalità delle Crociate"

La parola 'genocidio', già richiamata dal Papa venerdì scorso nel suo discorso alle autorità armene, torna dunque in forma di richiamo, nella dichiarazione congiunta, nero su bianco. "Ma non l'ho mai detta con animo offensivo". Obiettivo non solo l'unità dei cristiani, ma l'impegno comune per risanare un mondo che mette ai margini fette sempre più larghe di uomini, donne e bambini.

Papa Francesco in Armenia ha partecipato alla divina liturgia della Chiesa apostolica armena celebrata all'aperto dal Catholicos Karekin II, sull'altare esterno della Santa Etchmiadzin (Vaticano armeno).

Papa Francesco ha concluso la visita di tre giorni in Armenia, prima tappa del suo viaggio tra le Repubbliche caucasiche che proseguirà a settembre in Georgia ed Azerbaigian. Immediata è arrivata la risposta di Padre Lombardi: "Il Papa non parla per la guerra ma per la pace". Solo quando sono venuto a Roma ho sentito un'altra parola, il 'grande male', la tragedia terribile... Ripeterò lo stesso che dissi nel primo viaggio e che dice il catechismo: non vanno discriminati ma rispettati e accompagnati pastoralmente. "La Chiesa si deve scusare con i gay per averli marginalizzati". Senza alcuna distinzione. "I martiri appartengono a tutte le Chiese e la loro sofferenza costituisce un ecumenismo del sangue che trascende le divisioni storiche tra cristiani, chiamando tutti noi a promuovere l'unità visibile dei discepoli di Cristo". Karekin II durante la sua omelia ha parlato della situazione attuale: "La fede è messa alla prova dall'estremismo e altri tipi di ideologie; xenofobia, dipendenze, passioni e profitti egocentrici". Conversando con i giornalisti, il Pontefice si è anche lasciato andare a dei ricordi personali. Benedetto XVI è Papa emerito, lui ha detto chiaramente quell'11 febbraio 2013 che dava le sue dimissioni a partire dal 28 febbraio e si ritirava ad aiutare la Chiesa con la preghiera. "E l'ha fatto". Così Francesco ha risposto sulle dichiarazioni di mons. Purtroppo nessun riferimento nel documento al tema del traffico di armi che c'è in Armenia. "L'emancipazione è una cosa più comprensibile - ha osservato - perché c'è dietro una cultura, un modo di pensare". Invece la secessione di un Paese è una cosa che ha dato nome alla balcanizzazione e lo dico senza offendere i Balcani. Martedì 28 giugno prossimo si celebra il 65esimo del suo sacerdozio e ci sarà anche suo fratello Georg perché sono stati ordinati insieme.

Sono continue e repentine oscillazioni, le sue, non solo terminologiche, che confermano quanto sia difficile incasellare papa Francesco. Sto parlando di ottant'anni fa. La memoria, attraversata dall'amore, diventa infatti capace di incamminarsi per sentieri nuovi e sorprendenti, dove le trame di odio si volgono in progetti di riconciliazione, dove si può sperare in un avvenire migliore per tutti, dove sono "beati gli operatori di pace" (Mt 5,9). Questo momento ci deve fare riflettere. Il passo che deve fare l'Unione Europea per ritrovare le sue radici è di creatività e sana disunione, cioè dare più libertà ai Paesi. Bisogna essere creativi nei posti di lavoro, nell'economia: in Italia il 40 per cento dei giovani dai 25 anni in giù non ha lavoro. "Ma non buttiamo via il bambino con l'acqua sporca dalla finestra".

"La guerra già c'è in Europa". "Occorre ricreare - ha concluso -". I cristiani, dobbiamo chiedere tante scuse, non solo su questo. Il pontefice ha spiegato comunque che lui voleva "dire anche un'altra cosa: in questo genocidio, come negli altri due di Hitler e di Stalin, le grandi potenze internazionali hanno guardato dall'altra parte". Ma la Chiesa non era modello da imitare: c'erano corruzione, mondanità, lotte di potere. Lutero ha fatto un passo avanti giustificando le sue azioni. Io dico: cerchiamo di riprendere la strada per incontrarci dopo 500 anni.

SU DIACONESSE IL PRIMO A ESSE STUPITO SONO STATO IO - Il Papa si è detto "arrabbiato con i media" per come è stata data la notizia sulla commissione di studio sulle donne diacono. I processi di laicizzazione si stanno intensificando, i valori spirituali ed etici vengono distorti, e la struttura della famiglia, stabilita da Dio, è scossa. Il pensiero della donna è importante, più della sua funzione.


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