Paolo Virzì, un regista che vuol bene alle sue donne

Nel Cast ci sono Micaela Ramazzotti nei panni di Donatella e Valeria Bruni Tedeschi che interpreta la contessa Beatrice. Finiscono a Villa Biondi, in una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali: "È un luogo inventato sulle colline di Pistoia, ricostruito in una tenuta agricola abbandonata - prosegue Virzì - intorno c'è il mondo dei vivai, un posto accogliente dove trovare un riparo dalla ferocia del mondo".

Secondo alcuni " La pazza gioia" rientra nella categoria di film italiani che trasudano lo stile americano infatti, le due protagoniste, alle prese con le avventure del viaggio, ricordano Thelma e Louise di Ridley Scott.

Summary: Valeria Bruni Tedeschi regala il meglio di sé, affiancata da Micaela Ramazzotti, perfetta per il suo ruolo. Sebbene Cafè Society abbia avuto critiche positive, con prestazioni convincenti e azzeccate di Eisenberg e della Stewart, Allen ha dovuto affrontare una battuta di cattivo gusto che lo ha affiancato a Polansky e alla tendenza a preferire donne "troppo" giovani; poi, a mettere il carico da novanta si è aggiunta la meravigliosa Susan Sarandon che lo ha accusato di molestie verso minori. Ma si sa Paolo Virzì è una conferma del cinema di casa nostra, conferma arrivata anche per il suo film numero 12 che già al primo giorno di uscita nei cinema italiani registra un buon risultato. Tra i suoi film precedenti Il capitale umano (2014), La prima cosa bella (2010) e Tutta la vita davanti (2008).

Oggi vi mostriamo la nuova scena dal titolo Donatella arrivo in stanza. E se Bruni Tedeschi avverte: "Conosco la follia perché io stessa mi sento vicina ai pazzi, non vedo la frontiera", Ramazzotti premette: "Più che sbagliate queste donne sono vere e umane e l'umanità è complicata".

"E a un certo punto, siccome il terreno era impervio e zuppo di neve sciolta, Valeria ha porto la mano a Micaela per aiutarla".

Da un trailer che ha tutta l'aria di essere piuttosto lineare viene fuori un quadro disperato ma chiaro: il loro affetto vicendevole può bastare in una situazione dalle amare premesse? Un film toccante e ironico, che grazie alla collaborazione di Francesca Archibugi alla sceneggiatura, ci regala un affresco sul mondo femminile di rara delicatezza. "Sono personaggi a cui voglio molto bene - ha sottolineato Virzì, ex direttore del Torino Film Festival -, abbiamo messo tanto cuore e passione nel portarli sullo schermo e cercato di rendere in immagini il nostro desiderio di stare dalla parte di queste persone escluse". Il film è stato fischiatissimo dai critici in sala, anche se, con il senno di poi, molti hanno trovato la reazione esagerata e ingiustificata, definendo la Stewart addirittura ipnotica e magnetica. Mi piace leggere, fare seminari, fare corsi ed essere messa in crisi quando studio e quando lavoro e questo con Paolo Virzì accade e sempre in maniera molto felice. Volevamo raccontare anche l'ingiustizia, la sopraffazione, il martirio di persone fragili, di donne stigmatizzate, disprezzate, condannate, recluse.


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